
Second Life si trasforma diventando sempre più una piattaforma virtuale strettamente collegata alla RL, e non più un non-luogo immaginario dove inventarsi improponibili ed improbabili seconde vite,uno scenario che può' riverberare il suo potenziale al di fuori dei confini virtuali. Il gruppo Italia Vera sta proponendo alla sua vasta community una serie di iniziative volte espressamente ad affiancare e promuovere attività culturali che nascono in Real Life: giovedì scorso la Professoressa Linda Giuva dell'Università di Siena ha presentato nella virtuale piazza San Carlo di Torino Vera libro "Il potere degli archivi, usi del passato e difesa dei diritti nella società contemporanea "(ed Hoepli)di cui è coautrice insieme con Stefano Vitali, Isabella Zanni Rosiello. Moderatore della serata è stato il Presidente dell’Associazione di Giornalismo Investigativo Leonida Reitano alla presenza anche della Professoressa Maria Guercio dell' Università di Urbino.
Il libro è stato presentato nell'ambito della serie di "Underworld stories: la realtà che solo noi vi possiamo raccontare", un programma realizzato dall’Associazione di Giornalismo Investigativo (AGI) e da Italia Vera con lo scopo di approfondire e analizzare il volto nascosto della società italiana ed internazionale: il crimine organizzato, gli omicidi seriali, il terrorismo internazionale i servizi segreti, l’economia illegale.
La presentazione è avvenuta utilizzando lo strumento della voice-chat, ben conosciuto dai residenti di Second Life, mentre le domande sono state poste per iscritto al moderatore che le ha poi girate alla relatrice.
Linda Giuva per promuovere il suo libro ,frutto di anni di ricerche e lavoro appassionato, ha voluto utilizzare forse il più insolito dei media ,Second Life ,verso il quale ha confessato di nutrire un indubbio interesse:la studiosa, pur dichiarando di preferire la possibilità di un contatto diretto coi suoi interlocutori in modo da poterli guardare negli occhi per spiarne le reazioni,non è rimasta delusa dalla partecipazione del pubblico di avatars presente che ha dimostrato il suo interesse ponendo numerose domande al termine della sua presentazione. Presentazione che in definitiva non è apparsa molto diversa da quella che avrebbe potuto avere luogo in una libreria o in un teatro di una delle nostre città, con la differenza che è riuscita a raccogliere nello stesso luogo persone che in quel momento si trovavano in luoghi diversi.
IL web 2.0 e Second Life in particolare sono stati quindi una cornice ideale per la trattazione, di fronte ad un pubblico formato non solamente da cultori della materia, di un argomento come quello della gestione e fruizione degli archivi, che solo ad una visione superficiale potrebbero apparire obsoleti e destinati ai soli interessati alla ricerca storica, specie se posti a confronto col mondo dei mass media e della rete:dalle parole della professoressa Giuva risulta invece evidente quanto indissolubilmente siano legati alla nostra contemporaneità.
Questo libro attribuisce infatti agli archivi il fondamentale ruolo di strumento di indagine e di comprensione del presente e agli archivisti lo spessore di un insostituibile e faticoso ruolo professionale; particolarmente sottolineato dalla prof.Giuva il rapporto che l'accesso e la gli archivi hanno con le questioni decisive della democrazia e dei diritti. L’estenuata stanchezza della politica, il ridimensionamento della statualità, l’affiorare di una nuova generazione di "diritti umani" ha ridisegnato il tradizionale confine tra gli aspetti visibili e invisibili del potere, restituendoci una nuova concezione della democrazia.In quest’ottica gli archivi sono quindi un indispensabile strumento per la tutela etica e giuridica della nostra convivenza civile.
Quest' ultimo aspetto ha in particolare suscitato l'attenzione del pubblico presente incuriosito in particolare alla questione di come il diritto positivo abbia affrontato il conflitto posto dalle esigenze di accesso e condivisione delle informazioni ivi contenute e la indubbia necessità di tutelare dati definiti sensibili per svariate motivazioni di carattere sia privatistico che pubblicistico.
Simona Dawes